Uncini Giuseppe (Fabriano 1929 - Trevi 2008) è stato uno scultore di altissimo livello che grazie agli originali lavori di Cementarmati ha acquisito fama internazionale diventando uno dei massimi artisti italiani del secondo dopoguerra. Influenzato da Burri, si dedica allo studio dei materiali e trova nel cemento l’elemento chiave delle sue opere. Partendo dalla eviscerazione del cemento e del ferro, Uncini ci mostra come questi materiali acquistano calore perdendo la loro freddezza quando lavorati dalla mano dell’uomo. In una costante fame di libertà, l’artista ci fa riflettere sulla colata del cemento nello stampo dove viene immobilizzato inesorabilmente senza via di fuga e metaforicamente rimanda alla inevitabilità della morte. Con le parole dell’artista ricordiamo la sua visione creazionista che ha dato vita ad opere senza tempo: “Io lavoro con il cemento e il ferro. Questi materiali li suo con proprietà, nel senso che non li camuffo, che non me ne servo per trarre degli effetti particolari, al contrario li adopero come si adoperano nei cantieri, per costruire le case, i ponti e le strade, per costruire tutte le cose di cui l’uomo ha bisogno.” L’artista espone nelle più importanti gallerie del mondo tra cui la Biennale di Venezia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, la PS1 di New York, la Stadtische Kunsthalle di Mannheim.
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